L’altro giorno mi sono reso conto che il mio armadio era stracolmo…
Dopo tanto pensare, ho preso l’armadio per le corna e di impeto ho cominciato a scartare le prime cose che non metto più...
L’aria era piena di polvere e il sole fuori scottava come la piastra dello Zozzone di Porta Maggiore.
Tra una colonna di jeans e una di felpe vedo una busta che contiene qualcosa...
- Una scatola!!! -
E' incredibile l’emozione che si prova quando dentro un tuo vecchio armadio trovi una scatola...
- No! -
- No!! -
- Cazzo! -
Era il mio Liquidator F50. Tante persone avevano il Liquidator F50 ma questo, signore e signori, era il mio...
Era intatto, solo il serbatoio era un po’ sbiadito e consumato.
- Che grande pistola ad acqua! - pensai.
Il momento era solenne e spirituale, cominciarono a scendere dall’armadio fiocchi di naftalina...
Dissolvenza.
- Aoh! Hai capito! -
- Si! –
- La giornata sarà divisa in tre piani differenti: piano a),piano b) e piano c) -
- A sardo hai capito er piano a)? -
Il sardo fece una faccia strana e disse – Ma a me me dispiace! -
E Lollo: – Alè lo sai no? Soo merita! Aoh... Se sente i Take That!! rendite conto! -
Il sardo a quel punto capì che era cosa giusta e necessaria prendere un provvedimento radicale e decisivo sulla figura di Maurizio, detto anche affettuosamente "il bambino con il capoccione deforme".
- Torniamo alla strategia, cazzo! - dissi.
- Allora... Ci saranno due squadre finte e le squadre saranno: io, Lorenzo, il sardo, Claudio e Maurizio contro: Zandro, Budda, Giorgio e Ciocca... Facciamo finta di essere rivali, poi portiamo Maurizio dentro il vicolo di casa mia e tutti insieme lo fracicamo comè un babbà! -
Non tutti sembravano pienamente convinti.
- Tranquilli... A casa mia è tutto pronto, abbiamo nascosto una cassa di palloncini già riempiti, la tinozza (dove me facevano il bagno a due anni) è piena e sta sotto le scale, ci sono 14 bottiglie (appena fregate da Maria) piene dietro al muretto e poi abbiamo una cosa molto importante... Il tubo! -
- Già! Cosi risparmiamo le munizioni! - disse Lollo.
- Bravo stronzone dal ciuffo lungo! - dissi io.
- Aah! Ancora co sta storia... Mi cugina dice che è figo! -
- Vabbè – disse Ciocca.
- Ok ragà! Annamo a pranzà... Se vedemo dopo – esclamò Giorgio con aria da stronzo!
- Ma vi devo ancora dire del piano b) e piano c)! - dissi io dispiaciuto.
- A Giorgio, ma vattenaffanculo!!! - disse Zandro con una mano sul pacco.
- Vabbè... Mortacci vostri! Se vedemo alle 14:45 da Lollo prima di vederci con Maurizio. Mi raccomando metteteve il costume, che oggi se fracicamo de brutto!! -
- Ciao -
- Cià -
- CIAO -
- Se vedemo dopo -
- Si, ciao -
- Cià –
- Porco D## -
- ciao -
ore 14:45
Mangiai in fretta. Quel giorno a casa mia non c’era nessuno come al solito… Tutti quanti avevamo circa 12-13 anni era estate e già da qualche giorno eravamo in vacanza, quindi dovevamo aprire la stagione delle guerre d’acqua...
Equipaggiamento tipico:
- grosso fucile ad acqua
- palloncini a mano o tenuti in tasca
- piccola pistola di riserva di plastica dura
- bottiglie piene
Il mio giardino, quello di Lorenzo, del sardo e di Claudio venivano usati per i rifornimenti; nelle fontane c’erano i palloncini pieni, ma anche i secchi, che usavamo quando la situazione diventava disperata.
Esco... Fuori sembra mezzogiorno di fuoco.
Mentre passavo davanti casa del sardo sentii una voce, ma più che una voce sembrava un megafono distorto dal diavolo…
Era Oliva...
Era Oliva che rideva...
Quello che udivo era l’antitesi matematica e precisa del canto delle sirene di Ulisse...
Guardai la sua faccia rubiconda (la faccia giusta per portare alla bocca quel suono alienante), la bocca dentata e sorridente, ma di un sorridente che non dava pace al cuore e che ricordava il ghigno di chi sa quale Signore delle mosche di provincia.
Alla fine della bocca erano posizionati gli occhi. Due palle azzurre da cui proveniva uno strano bagliore, quel bagliore che di solito hanno le persone dementi che soggiornano nell’ospedale di Martellona.
Mi guardò; il suo sguardo era un misto di spleen, goffaggine e mostruosa avidità nell’acquisire nuove cazzate.
-HHHA! AHAHAHAH!AHAHAHA AHAHAHAHAH AHAHAHAH, me vorresti fracicà? - disse lei in tono di sfida.
- Ne sarei orgoglioso – dissi io raccogliendo la sfida.
Repentinamente prese il tubo che aveva dietro la schiena, già aperto. Il sorriso rimase impassibile per tutta la durata della breve conversazione.
Per fortuna ero troppo lontano e l’acqua non riuscì a colpirmi.
- HHHHHA! HAAAA! HAAAAA! HAAAA! Come mai non ti avvicini faccia di merda??? - disse credendosi invulnerabile.
A questo punto una semplice "lavata" non sarebbe bastata a ripristinare i ruoli...
Lei mi teneva lontano con il getto dell’acqua che per ora era innocuo. Mi sfilai la pistola di riserva, abbastanza pesante e piccola da attraversare le sbarre del cancello e centrare la sua fronte vuota.
Mi guardava come un serpente "incefalitico" guarda la sua preda e mi diceva:
- Lo vedi com’è lungo sto tubo? Adesso esco e ti fracico, testa di cazzo! -
Presi la pistola, presi la mira e la lanciai verso l’incrocio dei suoi occhi.
La pistola volò attraverso il cancello... Toc!!!!!
Il tubo che impugnava con tanta sicurezza ora giaceva sul pavimento del giardino...
Si stava preparando a un pianto furibondo, avete presente quando prima di urlare vi manca il fiato?
- AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!! MORTACCI TUAAAAAAAAAAAAAAAA! -
Dalla fronte cominciava ad uscire il primo sangue, la ferita era più profonda di quello che speravo, infatti la cicatrice è presente ancora oggi sulla sua fronte inespressiva.
Dopo mezzo secondo di preoccupazione reale, lei cominciò a blaterare...
- Adesso lo dico a mi fratello -
- Ma chi? Er Bove? Sti cazzi! Te sta bene! Hai cominciato tu! -
- No... Adesso joo dico, così te mena! -
Non ricordo bene quello che dissi ma la frase che pronunciai era molto simile a "Ci vediamo all’inferno encefalogramma piatto!".
- Ma che bel quadretto! - disse Lorenzo che si era gustato la scena da lontano.
- Beh, si… è un immagine che rimarrà per sempre impressa nel mio cuore... –
- Vabbè... Annamo che è tutto pronto, mo però se viene er Bove so cazzi! -
- Il gavettone per il Bove è già previsto nel piano c)… Non ho avuto il tempo di dirvelo -
- Porco D## - disse Lorenzo.
Eravamo tutti... Mancava solo la vittima...
- Ciao regà so arrivato!!- annunciò gioiosamente l'agnello sacrificale megacefalo.
- Se ne semo accorti, testa de minkia! - disse Claudio.
- Ok, separamose!!! - disse Simone.
- Ok! -
Tutto il quartiere era immerso nella controra, non c’era nessuno solo noi, il sole e il capoccione deforme di Maurizio che cantava "Back for good".
Guardai il mio orologio, era uno swatch Scuba. Lo usavo sempre durante le guerre d’acqua. Mancavano solo 5 minuti, l’altra squadra si era nascosta nel cortile davanti casa mia, ora era solo questione di portare il topo nella trappola...
Lanciai un'occhiata alle altre persone, come per dire di cominciare la manovra di rientro...
Eravamo silenziosi, complici...
Un sorriso beffardo sotto i baffi ci faceva sopportare "Relight my fire". Eccoci, pochi metri ancora, il battito cardiaco subiva la sua piccola accelerazione calcolata, la nostra attesa febbricitante stava per finire.
Eccolo. E' arrivato nel punto del non ritorno, sei tra noi, il muro. Dall’alto del pianerottolo Alessandro e Giorgio erano pronti con la tinozza da 20 litri e tra le sbarre del mio cancello Ciocca aveva il tubo con la pistola.
-Adesso!! -
Vidi la sua sagoma scomparire tra l’onda anomala generata dall’alto, il getto del tubo stava per arrivare sulla sua faccia da culo, i palloncini avevano traiettorie diverse ma un unico punto d’arrivo.
Una cosa ricordo bene di quel momento... l’odore. Era lo stesso odore che si genera prima di un temporale estivo. Era come aver visto un moscerino sotto al diluvio universale.
Per un secondo pensai: - Vuoi vedere che questo annega in piedi? -
Tentò di reagire, ma Simone lo accarezzava costantemente con il getto del tubo.
- Bastardi!!!!! -
- Bastardi?? -
- Mortacci tua!!! - disse il sardo, che prese le bottiglie e le svuotò sul suo cranio abnorme...
- Mo joo dico a mi padre -
- Sti cazzi! - ripetemmo in coro.
- Anzi, fa 'na cosa... Vattenaffanculo te e Robbi, Marc, Giesone, Auard e quer panzone schifoso de Gheri, che pare l’orso Yoghi. Noi se sentimo i Guns n’ Roses e nun c’è posto per quelli come te che hanno un gusto di merda tale! Anzi già che ce stai, manda affanculo pure tu padre! -
Scelse liberamente di andare via, lasciando pozzanghere ad ogni passo.
- Ok! -
- 'O vedete che quando volemo famo le cose fatte bene?! -
- Si, è vero!! -
- Ammazza che bastardi che semo! -
- Si, porco D##! -
I nostri fucili erano ancora carichi...
- E adesso? - disse Giorgio.
- Brutto cazzone! Se non andavi a casa a vedette "il pranzo è servito" non eri contento? - dissi io.
- E adesso dichiariamo guerra a quelli dei palazzi Navarra! - dissi io caricando a più pompate il Liquidator.
- Siiiiiiiiiiiiiiiii! Porco D##! - disse Zandro.
Erano solo le tre e mezza di un giorno memorabile!!!
Continua...
Francesco
Ecco a voi un dilemma che ha per millenni impegnato la mente dei più grandi cervelli che la storia abbia mai partorito...
lunedì 3 settembre 2007
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1 commento:
mortacci vostra so oliva!!! mi fratello non è un bove è solo un pò grasso sotto le orecchie... e io rido rido rido ahahahahah ahahhaha ahaahahhaha ahahahahah ahahahahah
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