Ecco a voi un dilemma che ha per millenni impegnato la mente dei più grandi cervelli che la storia abbia mai partorito...

sabato 29 settembre 2007

Guardate com'eri.. guardate come sei!

La storia che segue è il breve, quanto doveroso, resoconto della grottesca mattinata che il sottoscritto ha vissuto qualche anno fa. È arrivato il momento di raccontare, con dovizia di particolari, perché nella rubrica del cellulare di Pacio il sottoscritto è registrato come “Fabris”…
Tutti ricorderanno affettuosamente il personaggio di Fabris, meraviglioso personaggio di “Compagni di scuola” di Carlo Verdone… Beh, la sua storia (anche se con le dovute proporzioni!!!) è molto simile a quello che mi è capitato in una calda mattinata estiva del 2002.
Era giugno o luglio, non ricordo bene. Erano quei giorni in cui nessuno aveva nulla da fare e così, per dare un’impennata alla piatta settimana, io, Pacio e Simone decidemmo di fare un’improvvisata presso il magnifico negozio di cd del grande Angelo a Centocelle, che proprio in quelle settimane stava iniziando a conoscere la gloria e a costruire i suoi primi successi professionali (a dire il vero, il merito di avercelo fatto conoscere è tutto di Federico, che sfuggì alla depressione dovuta alla chiusura dello storico “Pagano” scoprendo le quattro mura di questo sublime personaggio, ma questa è un’altra storia…).
Una mattinata, dicevo, come tante altre, passata a ridere guardando le improbabili copertine dei cd dei Cataklism o dei Deicide e provando le bandane dei Metallica e i gilet degli Slayer.
Come in qualsiasi altra occasione, anche quella volta nessuno di noi comprò qualcosa… Noi, poveri scannati da poco diplomati. Eravamo però tutti contenti. Nessuno immaginava però che le vere risate sarebbero scattate qualche minuto dopo.
Uscendo dal negozio, infatti, ci incamminammo verso la Corsa bianca di Simone parcheggiata rigorosamente in doppia fila con le quattro frecce, il quale, a pochi metri dalla vettura, pigiò il pulsantino dell’allarme (in realtà, non ricordo se era la Corsa bianca di Simone, la Corsa grigia mia o la Uno de Pacio: l’unica precisazione da fare è che, negli ultimi due casi, il passaggio della pigiatura del pulsante dell’allarme sarebbe da eliminare, ndr).
Da questo momento in poi iniziò il dramma.
Una nostra compagna di liceo (mia e di Simone), con la quale avevamo condiviso i primi due anni, chiamò Simone mentre stavamo per salire in macchina, ancora non consapevoli della scena che si stava materializzando. Dopo alcuni minuti di nulla, Pacio mi disse (non so se ha detto proprio così, ma all’incirca dovrebbe essere andata in questo modo):
- Ma che cazzo ha deciso tu’ cugino? De ‘sto passo arivamo a casa a ottembre –
- Boh, che ne so? Ma ‘ndo cazzo è annato? –
- Ah, eccolo lì dietro… Sta a parlà co’ una… -
In quel momento mi voltai e riconobbi la nostra “amica”…
- Anvedi, quella veniva a scola co’ noi al liceo, è ‘na vita che non la vedo… Scennemo, va, che tra parentesi è pure bona -
Dopo qualche secondo scendemmo e ci incamminammo verso gli altri due. La conversazione sembrava piuttosto viva. Dopo qualche passo, mi fermai, attendendo educatamente che Simone mi coinvolgesse nel discorso con una battuta del tipo: - Guarda un po’ chi ce stà pure? –
Fu un’attesa vana. In effetti, non andò proprio in questo modo.
Dopo qualche minuto che eravamo là e che attendevamo la conclusione del dialogo, la giovane ragazza salutò Simone dicendo:
- Oh, mi ha fatto veramente piacere incontrarti, ci vediamo… – e mentre diceva queste ultime parole si voltò verso di me. La sua espressione cambiò decisamente, un po’ tra il colpevole e il meravigliato.
- Ma guarda… - fece.
E io, a mezza bocca, rivolto a Pacio: - Embè, era ora… -
- L’autobus!!! Fammi andare Simò, che sennò lo perdo… -
Immaginate la scena immediatamente successiva alla dipartita della ragazza e i discorsi dentro la Corsa (o la Uno) una volta risaliti in macchina.
Da qui, “Fabris”.
Era doveroso raccontare per bene una volta per tutte questa storia, così almeno pure ‘sto scheletro dall’armadio se lo semo levato.
A dire il vero, tuttavia, non era da colpevolizzare la ragazza, in quanto si ritrovò davanti un perfetto sconosciuto… Mi si ricordava con qualche chilo di meno, completamente sbarbato e, soprattutto, con una folta chioma di riccioli color castagna… Si ritrovava davanti, in quel momento, una persona più robusta (concedetemelo…), con gli occhiali, il pizzetto e con una criniera di molto sfoltita, che iniziava a sentire il peso degli anni e delle extension.
Probabilmente, anche io, al suo posto, mi sarei comportato allo stesso modo…
Dite di no?

giovedì 27 settembre 2007

SAN LORENZO FOTOFESTIVAL




dal 03-10-2007 al 07-10-2007 Burningstudio sarà una delle tappe del “SAN LORENZO FOTOFESTIVAL”.
Nel nostro studio saranno esposte le foto del giovane fotografo Luca Caravaggio.
Orari: 10:00- 20:00
Sabato 15:00-20:00
http://www.burningstudio.it/
http://burningstudio.blogspot.com/
http://burning-esp.blogspot.com/

martedì 25 settembre 2007

Comunicazione di servizio...

Per tutti coloro che non sono ancora stati informati dalla mia viva voce: il 29/09 è il mio compleanno e vorrei festeggiarlo con tutti voi venerdì 28. Appuntamento alle 20,00 "aaa Rotonda" venite con consorti e amici ,più siamo meglio è...tanto pagate voi!!!Se qualcuno ne volesse sapere di più basta chiamare me o l'organizzatore per antonomasia "Zandro".Ciao ciao

Giordana

giovedì 20 settembre 2007

TEST

1- Se il tuo gruppo ha intenzione di fare tardi e tu l’indomani mattina ti devi svegliare presto:

a) torni a casa e preghi il Signore tra le coperte.
b) esci comunque e torni tardi, alzandoti capirai di aver fatto una cazzata perché il sonno non ti si leva dalle palpebre.
c) te ne fotti altamente!!! Ti ubriachi fino a vomitare, rimorchi una che scoprirai solo dopo essere un trans, fai a botte con un papa boys e riattacchi direttamente a lavoro la mattina presto vomitando sulla capa pelata del tuo capo.

2- La tua ragazza è incinta:

a) sembri scombussolato all’inizio, ma dopo il primo quarto d’ora sei felice e lo chiami come tuo nonno.
b) dici direttamente all’interessata che non è tuo ma dopo ti penti.
c) je lo accolli a Zandro.

3- Prima di partire per il mare:

a) sei puntuale, anzi in anticipo… Eccoti là, pronto con paletta, secchiello, maschera e pinne alle 08:45.
b) ti svegli tardi e dici: - Che cazzo, è domenica! -, arrivi alle 10:00 e sei comunque
il secondo.
c) ti svegli alle 11:00, dai l’acqua alle piante, ti vedi la televisione per altri tre quarti d’ora, appena vedi Baywatch ti ricordi che devi andare al mare con i tuoi amici, ti vesti, ti lavi, fai colazione, asciughi il costume, ti fumi una sigaretta, esci, arrivi alla rotonda e fai la seconda colazione con quello del profilo a) e quello b), compri tutti giornali che non c'entrano un cazzo l’uno con l’altro e li leggi, finisci il pacchetto delle sigarette aspettando il Budda e fai un torneo di pallone con le persone presenti. Verso le 13:00 la partenza per il mare!!!

4- Nel bagno del pub dove ti hanno trattato male:

a) usi le salviette e ti appoggi e dici a te stesso: - Che locale di merda! -.
b) Pisci fuori (sia uomo che donna).
c) Bevi 5 litri di birra per avere più urina, entri nel bagno e cominci a pisciare ovunque tranne che nella tazza, scrivi il tuo nome sugli specchi con il sacro piscio, miri minuziosamente nel porta-spazzolone del cesso che verrà preventivamente frullato dalla finestra, attacchi due caccoloni giganteschi sul pulsante dello scarico e poi tiri fuori il pennarello, scrivi delle frasi del tipo “Budda è gay”, “Forza Zandro”, “Sardo= anonima sequestri”, “Federico va a negre e le negre vanno da Federico”, “Luuuupaaaa”, “Noo fanno surf in Italia!”, “Molti nemici pochi regali”, “Alla grande!!!”. Non contento le tue attenzioni vanno verso il cestino degli assorbenti che verà prima di tutto “benedetto” e poi svuotato nella tazza, cosi uscendo potrai dire che hai tirato lo scarico.

5- Rimorchi una/o ad una festa:

a) ti pisci sotto.
b) gli dici tenere frasi del tipo: - Ho saputo che te piacio, me lo dai 'n bacio? -.
c) la porti da Babuzzi (noto bar malfamato della zona dove ci si siede sulle cassette della frutta),così pensi: - Anche se me va male, stasera torno a casa tumefatto perché la Peroni grande costa un euro... -.

6- La sera c’è un tuo amico che fa il barman in una discoteca:

a) paghi tutto perché sei un finto onesto e coglione.
b) il primo te lo fai offrire, tanto…
c) cominci a scrivere una lista dalla mattina, includendo tre di tutto per ognuno, arrivi con il carrello della spesa davanti al bancone…

7- In piscina:

a) ti rilassi e prendi il sole.
b) ti rilassi prendi il sole e ti guardi un po’ di fauna locale.
c) ti rilassi, prendi il sole, guardi tutte le culone/altro e commenti con i tuoi amici, che erano attenti quanto te o di più, sui movimenti dei glutei negli immediati 700 metri quadrati, tracci una statistica dettagliata sui giorni e le ore e cominci a identificare i soggetti per colore del costume (es: - Aoh, anvedi quella con il costume blu che auricchio... -).


8- Conosci una/o che è un cesso e sei ubriaco:

a) - No, è troppo brutta, e poi io sono innamorato ancora della mia compagna di banco delle elementari... -
b) - Oddio, magari rimedio qualcosa… Meglio lei che da solo… -.
c) Ti informi subito se ha casa fuori e libera per il giorno di Capodanno, dato che è il 28 dicembre e sia te che i tuoi amici non sapete che cazzo fare, le dici che ha dei bellissimi occhi, anche se le guance da porco ne occultano la visione, parli di matrimonio per un po’ e mentre te la scopi pensi: - Guarda che cazzo me tocca fa pe l’amici... Meno male che so 'mbriaco!!! Ma che queste che cazzo so? Ah, le tette!!! - (p.s.: grazie Zandro, a nome di tutti sei stato un grande, non lo dimenticheremo mai!!!!!!!).

9- Alla festa dell’Unità:

a) ascolti il comizio con attenzione e ti rendi conto che la sinistra di oggi è una merda, però vai in Salento a fa' il fricchettone e sei miliardario.
b) bevi 500 birre e suoni la chitarra paonazzo con i tuoi amici.
c) alzi un concerto violentissimo, bestemmi sul palco, ti baci con una suora toccandole il culo, balli con Ivan il gobbo un velocissimo hully-gully, fai la cacca nelle pentole dove hanno cucinato quei buonissimi bucatini alla carbonara, organizzi una gang-bang con la moglie di Gettone, sfidi Marc8 a duello e poi vomiti rovinosamente sulla ruota dei prosciutti... - Gira 'a rota! -.

10- Sei solo a casa:

a) ti fai le seghe/altro davanti ai filmini gay, tanto adesso va di moda essere froci.
b) ti fai le seghe/altro davanti alle culone dei filmini di youporn.
c) scrivi i nuovi post per il blog dei paletti… E poi ti fai le seghe/altro davanti alle culone di youporn.



Profilo A

Sparisci lurido benpensante questo non è il blog che fa per te…

Profilo B

Vorrei ma non posso, sei tranquillo ma ti manca quella scintilla nelle palle che abbiamo noi dei paletti, capisci... Sei simpatico, nulla di personale...

Profilo C

Grande!!! Anche tu in teoria puoi entrare nella nostra grande famiglia. Se ci lasci un recapito mail potrai essere avvisato sugli aggiornamenti del blog che avvengono quasi settimanalmente... Alla grande!!!

lunedì 10 settembre 2007




Er Mille










Da chi avra' ripreso








Artisti!



venerdì 7 settembre 2007

Ritorno alla salute....


Torno dopo 25 giorni di bellissime prolungate vacanze con una X sul fegato e i sette chili che avevo tanto faticato a perdere in 4 mesi.....tutto l'alcol che ho bevuto in vacanza in tre settimane a Roma neanche in 6 mesi riuscirei ad assumerlo.....sono poi diventato immune alla birra...in compenso ho conosciuto un fottio di gente nuova soprattutto ragazze ;)

Un porno e il buio intorno

La visione di questa videocassetta è riservato a un pubblico adulto, per tanto la visione è vietata ai minori di anni 18.

- Sé! Sto cazzo! – disse Federico dal fondo della stanza buia
- Joo detto che era pe mi padre… io e Francesco avemo preso er “Metropolis” alle 8 e semo annati dar giornalaro -
- Ammazza quanto sete paraculi e mattinieri - disse il Budda elogiando l’organizzazione -
- A regà, stateve boni che mo compare er titolo - disse Menga.
Una musica tutto synth introduce la scritta… PORCHE AMATORIALI!!!!!
- Ooooooh!!! - come tanti bambini davanti a un prestigiatore che tira fuori un pollo dalle mutande
La scritta successiva illuminava le nostre facce.
COPPIA ESIBIZIONISTA DI VARESE.
- A Federì, voi vedè che avemo preso un firm co ‘e culone??? - dissi io preoccupato.
- Boh… –
- Eccola, eccola - disse Lorenzo.
- Ma… Ma c’ha ‘a maschera… Pure lui… - disse Menga.
- Il problema fondamentale non è la maschera, è quella slavina di cellulite che travolge lo schermo - dissi incazzandomi un po’.
- Cristo!! Ma che fa? - disse Menga.
- Costruisce un fallo finto con i braccioli del divano! Che merda!!!! - disse il Sardo stupefatto.
- A Federì, mettemo collegiali smandruppate vol .7, è un gran classico! - disse Lollo.
- DECISAMENTE SI PORCO D## -
Federico si allontanò prese una nuova vhs, intitolata “Lorenzo comunione” e la schiaffo violentemente nel video.
Una voce dal televisore usciva calda e suadente…
- Ecco! Arriva lei… Timida e inesperta -
- See vabbè, inesperta… Guarda che pozzo! – disse Zandro ravanandosi le palle.
La scena si svolgeva in una piscina, dove c’era un ragazzo di colore che prendeva il sole su una sdraio…
Il momento di quiete veniva disturbato da un pallone che entrava in campo e accidentalmente sbatteva sul cocktail del nostro amico mandingo…
Un biondina sui 20 anni entrava nel giardino scusandosi con il padrone di casa, ma neanche finite le prime tre battute la ragazza già mostrava le sue guance migliori al moro sorridente.
- Che trama mozzafiato… - dissi io.
- Ammazza che randa stupefacente che ha questo - disse Menga.
- Ma perché stai a guardà la randa de quello? - disse Lorenzo.
- No, che c’entra… -
Menga ritornò silenzioso…
- Aoh!! Ammazza è bionda naturale questa!!! -
- Si è vero… guarda che gatto roscio! -
Sandrò si spazientì e ci disse – Aho! State boni che non riesco a sentì i dialoghi! -
- A Sandro, sei l’unico in tutto il Lazio che sente i dialoghi dei film porno! -disse Ciocca
- Aho, a Zandro!!! Ma quella non è tu madre? ADA CANNONADA!!!! -
- Ahahahahahahhahahahahahahahahahahhahah!!!!! -
- A Giò, basta co’ ‘sta storia, che me incazzo!!! Porco D##! So tre anni che me rompete i coglioni! -
- Mangia l’INSAL-ADA… –
- BASTA Giò! CHE TU MADRE PURE E’ UN’INSTANCABILE SUCCHIATRICE DI NERCHIE -
- Ciucciame la sp-ADA –
- A GIORGIO SE NON LA FINISCI TE PIO A CARCI IN CULO! -
- Eeeeeeee!!! ADA-vede!!!
- AHO! E BASTA, PORCO D##, STATE SEMPRE A ROMPE LE PALLE VOI DUE - disse Federico riportando la tranquillità perduta.
- Aho cambiamo! - dissi io annoiato.
- No, non cambiamo sto film... È figo! - disse Menga.
- A Menga non capisci un cazzo, ce stanno solo negroni cor cazzone e finte adolescenti trapanate anche nei buchi delle orecchie - disse Lollo, che di porno se ne intendeva.
- A regà, adesso ve metto un firmetto da paura!!! Nun potete capì chi me l’ha datto… - disse Federico.
- Chi te l’ha dato? - qualcuno rispose.
- ER MILLE LIRE! -
- Wow! A Sardo! Hai sentito Federico, c’ha un firmetto porno der Mille Lire! - Cercai lo sguardo del sardo che in quel momento si era precipitato sul telecomando.
- Ma ce sta su sto firm ADA–Addolorada? - disse Giorgio.
- A Giorgio, m’hai rotto er cazzo! Meglio quaa zoccola de tu madre! – disse Zandro con tono serioso.
- Dai Federì, metti metti! –
Il film si chiamava “Cronache porno bestiali vol. 2” (è inutile cercarlo su Emule).
La presenza dei dialoghi nei vari dialetti italiani, lo rendeva unico, indimenticabile, puro…
Il film era composto da spezzoni di altri film porno, si poteva trovare un John Holmes doppiato in barese (“Caz! Teng angoura vogl”), o un Ron Jeremy milanese che parlava con la sua cameriera di colore (“Aveva ragione il Sandro! Uè, Moretta… Ciapalo!”) o le mitiche espressioni di un’infermiera romana (“A dottò, è ‘n zucchero), fino ad arrivare ad un “Uffo uffo arriva lo stantuffo”, per poi passare alle avventure del cane Pasqualino e del caliente Saro.
- A Francè! - disse Menga.
- Che dici, me la posso fa ‘na pippa oggi se dopodomani c’ho l’allenamento? -
- Si! Sicuro! Uno, perché te stai a fa ‘na pippa e non te stai a fa na pera! Due, perché giochi in porta! -
- Ah! -
- Ma che cazzo de domande fai Menga? - disse Claudio
- Zitti, zitti! Guardate questa quanti ne regge! - disse Zandro con gli occhioni spalancati.
- Ammazza, cinque!!! -
Ognuno stava in silenzio a farsi i conti su quanti uomini potevano trombare con una donna contemporaneamente…
- Eeee, seeeee… Io ne conosco una che fa de peggio! - disse Giorgio.
- A Giorgio, te rompo er culo! - disse Zandro.
Eravamo tutti lì, ipnotizzati dal meccanico su e giù dei corpi. Gli “AHH”, “HUM” scandivano il tempo come il tic tac di un pendolo…
- Beata lei… - disse Menga sospirando.
Ci guardammo senza dire niente.
Sottovoce il Sardo mi disse – Ma che cazzo sta a dì? -
- Boh… –
Ancora silenzio…
- A Menga, ma non è che tante vorte sei frocio? -

mercoledì 5 settembre 2007

Testa di.....Zandro

Mille lire (una marmitta un po’ particolare) 1-07-1994

Sono già due anni che non si sa più niente di lui, era davvero un figo!
In realtà si chiamava Alessandro. Lo chiamavano cosi perché aveva le basette come quello delle mille lire (alias Marco Polo).
Verso la prima metà degli anni ‘90 il coatto tipico sfidava continuamente le leggi della meccanica e del buon senso. Si vedevano "F10" che erano pronti per i primi viaggi su Marte, piccoli "Si" che sembravano le moto dei cattivi di Ken Shiro e "Booster" che sotto la sella avevano la lavatrice.
Era estate. Cri cri cri cri cri cri. Le cicale emettevano il loro verso come un disco sullo stesso suono….
Io e il sardo aspettavamo, sotto un albero, il gelataio*. Discutevamo animatamente sui gusti che volevamo prendere per i nostri fantastici coni da 500 lire.
Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!
- Eccolo!!! Sto frocio! Ogni giorno sempre più tardi. – dissi.
- Un giorno non si fermerà più qui, ci siamo sempre solo io e te che prendiamo un cono di merda da 500 lire. – disse il sardo.
- Cono di merda sarà il tuo, che prendi puffo, liquirizia, pecorino e fragola, io invece si che ho buon gusto… Cioccolato, fico e tempesta di smarties… un ever green da queste parti.
Il furgoncino bianco attraversò via Fillide come un miraggio, e si fermò a pochi centimetri dai nostri piedi.
Sbammm!
Lo sportello di servizio si aprì.
- Aoh! Hai fatto i sordi… - osservò il sardo.
- Che ve faccio? – rispose il gelataio ignorando lo sguardo di sfida.
- Il solito… -
La mano che scivolava veloce nella tasca del calzoncino arcobaleno portava alla luce il bronzetto, che con la stessa rapidità terminava la sua corsa nelle mani del buon uomo.
Il silenzio fu rotto improvvisamente dal frastuono di un ciclomotore che più tardi scopriremo essere un garelli della seconda guerra mondiale.
Breeeeeeeeeeeeeeeeee!
Era lui.
- Porco D##!!! - Era il suo saluto!
- Porco D## a te! -
Lui si avvicinò con la sua maglietta della Axo rosa evidenziatore e viola uva.
- Me so perso la marmitta per strada, porco D##!! -
- Se sente!! Hai svegliato tutti gli stronzi dormienti de via Fillide. –
Continuò a bestemmiare a vuoto per un buon quarto d’ora. Ne sapeva molte più di me.
Il suo peso oscillava dai 36 ai 35 etti vestito e una pelata allucinante già incombeva su di lui alla tenera età di 16 anni.
Cominciò prendere a calci il cassonetto (vedremo più avanti che era una pratica tipica del mille lire, certe volte dopo il primo calcio diceva "Chi è?" e si rispondeva da solo dicendo un dolcissimo "STO CAZZO!").
Quello che sto per raccontarvi adesso ha dell’incredibile….
Dopo n calci dal cassonetto cadde un barattolo di fagioli vuoto.
Le cicale smisero di rompere i coglioni, e nei suoi occhi blu si accese un bagliore intenso… tutto sembrava surgelato!
Prese il barattolo e lo infilò sul carburatore, entrò perfettamente come la scarpa sul piede di Cenerentola….
Io e il sardo spalancammo gli occhi come se avessimo visto Umberto Smaila dal vivo.
Lui ci guardò e disse: – Marmitta facioli Borlotti a lungo a corto e poi t’acchitti. -
Se ne andò fiero e da lontano ancora una parola riecheggiava in quel momento di stasi… Porco D##.
- Hai visto anche tu quello che ho visto io? -
- Si. - rispose il sardo, che ancora non aveva battuto ciglio…

Francesco

Desapare...Zanna




Birillo quasi "Porco de merda"

martedì 4 settembre 2007

BELLA TETTONA MIAAAAAA!!!!! (stefon)


com'è bello andar in camper da trieste in giù!! (Giorgio)


l'insostenibile leggerezza di essere "IL SARDO"


La partita

La storia che viene raccontata di seguito non riguarda un episodio particolarmente divertente di vita vissuta. Non riguarda una scena da ricordare ai posteri negli anni a venire.
No. È la prassi, la consuetudine, la normalità. È la descrizione di ciò che succede a questi simpatici e grotteschi personaggi il giorno in cui la Roma gioca. Ma non quando si giocano il campionato e gli altri eventi ufficiali. No. Il giorno in cui la Roma gioca, punto. Ovvero, un numero impressionante di volte tra campionato, coppe, amichevoli, repliche ed affini.
La cosa incredibile è che, indipendentemente dalla circostanza specifica, le situazioni di seguito descritte si ripetono con una costante quanto inquietante regolarità.
Ecco cosa succede durante una qualunque domenica pomeriggio di campionato…
Tutto ha inizio la sera prima.

Ore 3:00

- Bella regà, se vedemo domani… -
- Ma che famo domani? – ripetono a turno Francesco, il Sardo o Zandro, gli unici tre discendenti maschi di Adamo al mondo disinteressati al gioco del calcio.
- Niente. Nun ve ‘nventate niente… Domani c’è ‘a Roma – specifico con estrema tranquillità.
- Che palle… – tuona spazientito Francesco.
- Aoh, nun rompe i coglioni – tuono allora io.
Tutto termina con questa semplice precisazione.
I dialoghi si fanno a questo punto estremamente più articolati.
- Ma taa vedi a Roma domani, Lorè? -
- Ovvio. Se la vedemo da me allora… –
- Vabbè regà allora se vedemo domani da Lollo – sottolinea puntualmente qualcuno, come se in quel momento ci fosse la necessità di ribadirlo o se le parole di Lorenzo non fossero state sufficientemente esplicative.
In effetti quando la Roma gioca, non c’è molto da chiedere né da organizzare. L’appuntamento è a casa Citracca, un’abitudine inaugurata durante la stagione dello scudetto e che nessuno, per scaramanzia, è autorizzato a modificare (anche se, dati alla mano, i risultati non sembrerebbero supportare la giustificata fiducia in questa antica credenza). E anche quando Lollo con estremo rammarico trova il coraggio di far notare:
- A regà, c’è un problema… Domani io e Federico dovemo annà alla cresima della nipote de mi zia… –,
dopo l’iniziale spiazzamento, la lucidità torna ad avere la meglio.
- Ma ce sta Lella? -
- Si –
- A posto –
In realtà, una volta è capitato che neppure quest’ultima fosse in casa e per questo motivo, non ricordo chi, ottenne in dotazione le chiavi dell’appartamento per iniziare a vedere la partita in attesa che Lollo, a metà del banchetto cerimoniale, abbandonasse i commensali presenti tra gli insulti generali.
Chi te ce manna…
Mai una partita saltata, mai una volta il segnale oscurato. Addirittura in casa Citracca c’è la possibilità di usufruire del duplice segnale satellitare. Sky o Mediaet Premium? No problem. Prima viene la Roma.
Ritornando alla cronaca degli eventi, la prima cosa interessante da osservare è che nessuno la sera prima ha specificato l’orario. Certo, se la partita inizia alle 15 non sembrerebbe così difficile intuirlo. Pochi minuti prima dell’inizio dovrebbe andar bene, ma invece no. Dalle ore 14:40 in poi (il primo ad arrivare sono quasi sempre io, con l’immancabile Francesca e con le immancabili madonne al seguito per il fatto di aver aspettato sotto il suo portone tra i 45 e i 47 secondi, rischiando così di perdere chissà quali fondamentali informazioni di cronaca pre-partita, come ad esempio la temperatura e l’umidità dell’aria o il numero di accrediti stampa in Tribuna Monte Mario), le persone iniziano ad arrivare scaglionate ad orari improponibili. Al termine della giornata si capirà che in realtà solo Lollo, Pacio ed io (più Claudio, quando non va in trasferta) eravamo realmente interessati all’evento.
In effetti, il soggiorno di casa Citracca, dopo i minuti iniziali si inizia a trasformare nel salotto della casa del Grande Fratello, con persone che sfogliano le pagine di Chi o Dipiù (Francesca e Pamela) disquisendo su questioni del genere femminile, Zandro e il Sardo che parlano tediosamente di lavoro o dell’ultimo film di Park Chan-wook (che però Zandro capisce di conoscere solo dopo 12 minuti, quando cioè nel dialogo inizia a comparire anche il titolo dell’opera), altre che dicono cazzate in idiomi incomprensibili (Giorgio e Budda) scatenando il disappunto dei pochi presenti interessati al match e altri ancori che invece guardano malinconicamente l’orizzonte o sfogliano le pagine ingiallite di una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe (Francesco). Federico vaga misteriosamente per casa. Lella… anche.
Comunque…
Dopo il sottoscritto arriva puntualmente Pacio. Sono circa le 15 e 15, e cioè 7 minuti dopo il suo prematuro risveglio mattutino e la sua bilanciata colazione fatta di 300 grammi di carbonara.
- Che stamo a fa? – chiede lui, ancora un po’ assonnato ma conoscendo già la risposta.
- Zero a zero –
- Je stamo a rompe er culo..., eh? –
- Totti s’è magn… -
- Lo stavo a sentì alla radio –
Intanto la partita scorre frettolosamente tra occasioni mancate, colorite imprecazioni, ardite costruzioni linguistiche senza senso.
Intorno alle 15:35, inizia a farsi largo tra i partecipanti il bisogno di caffeina.
- Ma oggi nun ce sta er caffè? – fa notare delicatamente Pacio, difendendo il suo irriducibile diritto alla bevanda.
- Beh, infatti… Ma nun l’hai ancora messo su il caffè, Stefà? – rincaro la dose, avanzando la pretesa che la moka matrimoniale da 32 persone sarebbe dovuta già essere sul gas dal momento in cui sul display comparivano le formazioni.
- Già fatto… – tranquillizza la voce fuori campo di Federico – che tanto se noo faccio io, quella nun fa un cazzo –
Applausi. Giubilo tra i presenti.
Lollo, intanto ascolta impercettibilmente compiaciuto la discussione tra Federico e sé stesso, immerso nella sagomata poltrona blu velluto.

Fine primo tempo

Superata la pausa caffè i presenti si dirigono fulmineamente sul balconcino di dimensioni 2x2 del soggiorno, in attesa di poter avidamente consumare la bionda che sino a quel momento era impensabile solo guardare.
Perché?
In realtà, tale pratica è generalmente più diffusa nel caso delle partite in notturna, in quanto sino al termine del primo tempo il soggiorno è ancora popolato dal capofamiglia dei Citracca, il quale più di una volta ha fatto notare educatamente che, parafrasando il suo pensiero, il fumo non è ben accetto in casa durante la sua presenza.
L’enorme soggezione verso il padrone di casa è un deterrente sufficiente a congelare per 45 minuti più recupero il bisogno di nicotina, che quindi esplode vigorosamente dopo il suo commiato.
La ripresa della partita è molto lenta: alcuni sorseggiano il caffè, altri sono ancora sul balconcino a ricaricare i polmoni, altri ancora non si sa dove sono finiti. Fatto sta che il più delle volte la partita riparte nel disinteresse più totale.
A questo punto la giornata volge lentamente al termine fino a quando l’ingresso nella casa di un certo personaggio riesce a scuotere i presenti: il Budda.
Il Budda è l’unica persona della comitiva a poter esser additata, allo stesso tempo, come ragione della vittoria o causa della sconfitta della Roma.
Nel primo caso è lui stesso ad appropriarsi dei meriti di un risultato positivo, anche quando giunge nella casa a 3 secondi e 8 decimi dal triplice fischio.
- Aoh, che stamo a fa? – è solito ripetere, cercando di nascondere i suoi trascorsi partenopei (che tuttavia continuano saltuariamente a ripresentarsi).
- Che stamo a fa? Che amo fatto! È finita ‘a partita. Amo vinto Bù, 2-0. Totti e Mancini –
- Da paura! – continuando a mascherare la sua fede per le terre che hanno dato i Natali a Pulcinella.
È la seconda eventualità che invece può generare gli effetti più rischiosi per il ragazzo.
In caso di sconfitta, oltre all’aria irrespirabile e pesante, i presenti possono anche mal sopportare l’ingenua e gioiosa vivacità del giovanotto di Posillipo, reagendo duramente al suo tardivo ingresso.
- A Bù, mortacci tua, dovevi venì prima… N’do cazzo stavi? –
- Vabbè, mo è colpa mia se la Roma nun ha vinto –
- Certo – ripetono a quel punto tutti, convinti di ciò.
- Se nun vieni la prossima volta, so cazzi tua -
Dopo pochi secondi tutto si ricompone, ma rimane comunque la soddisfazione per aver individuato in tempi rapidi la causa dell’inaspettato imprevisto.
In caso di vittoria, poi, la giornata si conclude con l’invito, lanciato da qualcuno dei presenti, a festeggiare andando al centro con i motorini, che tuttavia nessuno possiede.
- Pijamo i motorini e annamo a Piazza Venezia, eh? –
L’entusiasmo dura poco.
- Come te va… -
- Ma che sei scemo? -
E quel qualcuno che aveva lanciato la proposta:

- Infatti. Annamo giù a fumasse ‘na sigaretta, và…

Alessio

Dangerous minds...


Desapare...SARDO




jack daniels a colazione!!!!



complimenti Fra!!!


Falla finita de fa er poeta maledetto!!!!!!!!




lunedì 3 settembre 2007

Guerre d'acqua (prima parte - piano a)

L’altro giorno mi sono reso conto che il mio armadio era stracolmo…
Dopo tanto pensare, ho preso l’armadio per le corna e di impeto ho cominciato a scartare le prime cose che non metto più...
L’aria era piena di polvere e il sole fuori scottava come la piastra dello Zozzone di Porta Maggiore.
Tra una colonna di jeans e una di felpe vedo una busta che contiene qualcosa...
- Una scatola!!! -
E' incredibile l’emozione che si prova quando dentro un tuo vecchio armadio trovi una scatola...
- No! -
- No!! -
- Cazzo! -
Era il mio Liquidator F50. Tante persone avevano il Liquidator F50 ma questo, signore e signori, era il mio...
Era intatto, solo il serbatoio era un po’ sbiadito e consumato.
- Che grande pistola ad acqua! - pensai.
Il momento era solenne e spirituale, cominciarono a scendere dall’armadio fiocchi di naftalina...
Dissolvenza.
- Aoh! Hai capito! -
- Si! –
- La giornata sarà divisa in tre piani differenti: piano a),piano b) e piano c) -
- A sardo hai capito er piano a)? -
Il sardo fece una faccia strana e disse – Ma a me me dispiace! -
E Lollo: – Alè lo sai no? Soo merita! Aoh... Se sente i Take That!! rendite conto! -
Il sardo a quel punto capì che era cosa giusta e necessaria prendere un provvedimento radicale e decisivo sulla figura di Maurizio, detto anche affettuosamente "il bambino con il capoccione deforme".
- Torniamo alla strategia, cazzo! - dissi.
- Allora... Ci saranno due squadre finte e le squadre saranno: io, Lorenzo, il sardo, Claudio e Maurizio contro: Zandro, Budda, Giorgio e Ciocca... Facciamo finta di essere rivali, poi portiamo Maurizio dentro il vicolo di casa mia e tutti insieme lo fracicamo comè un babbà! -
Non tutti sembravano pienamente convinti.
- Tranquilli... A casa mia è tutto pronto, abbiamo nascosto una cassa di palloncini già riempiti, la tinozza (dove me facevano il bagno a due anni) è piena e sta sotto le scale, ci sono 14 bottiglie (appena fregate da Maria) piene dietro al muretto e poi abbiamo una cosa molto importante... Il tubo! -
- Già! Cosi risparmiamo le munizioni! - disse Lollo.
- Bravo stronzone dal ciuffo lungo! - dissi io.
- Aah! Ancora co sta storia... Mi cugina dice che è figo! -
- Vabbè – disse Ciocca.
- Ok ragà! Annamo a pranzà... Se vedemo dopo – esclamò Giorgio con aria da stronzo!
- Ma vi devo ancora dire del piano b) e piano c)! - dissi io dispiaciuto.
- A Giorgio, ma vattenaffanculo!!! - disse Zandro con una mano sul pacco.
- Vabbè... Mortacci vostri! Se vedemo alle 14:45 da Lollo prima di vederci con Maurizio. Mi raccomando metteteve il costume, che oggi se fracicamo de brutto!! -
- Ciao -
- Cià -
- CIAO -
- Se vedemo dopo -
- Si, ciao -
- Cià –
- Porco D## -
- ciao -

ore 14:45

Mangiai in fretta. Quel giorno a casa mia non c’era nessuno come al solito… Tutti quanti avevamo circa 12-13 anni era estate e già da qualche giorno eravamo in vacanza, quindi dovevamo aprire la stagione delle guerre d’acqua...
Equipaggiamento tipico:
- grosso fucile ad acqua
- palloncini a mano o tenuti in tasca
- piccola pistola di riserva di plastica dura
- bottiglie piene
Il mio giardino, quello di Lorenzo, del sardo e di Claudio venivano usati per i rifornimenti; nelle fontane c’erano i palloncini pieni, ma anche i secchi, che usavamo quando la situazione diventava disperata.
Esco... Fuori sembra mezzogiorno di fuoco.
Mentre passavo davanti casa del sardo sentii una voce, ma più che una voce sembrava un megafono distorto dal diavolo…
Era Oliva...
Era Oliva che rideva...
Quello che udivo era l’antitesi matematica e precisa del canto delle sirene di Ulisse...
Guardai la sua faccia rubiconda (la faccia giusta per portare alla bocca quel suono alienante), la bocca dentata e sorridente, ma di un sorridente che non dava pace al cuore e che ricordava il ghigno di chi sa quale Signore delle mosche di provincia.
Alla fine della bocca erano posizionati gli occhi. Due palle azzurre da cui proveniva uno strano bagliore, quel bagliore che di solito hanno le persone dementi che soggiornano nell’ospedale di Martellona.
Mi guardò; il suo sguardo era un misto di spleen, goffaggine e mostruosa avidità nell’acquisire nuove cazzate.
-HHHA! AHAHAHAH!AHAHAHA AHAHAHAHAH AHAHAHAH, me vorresti fracicà? - disse lei in tono di sfida.
- Ne sarei orgoglioso – dissi io raccogliendo la sfida.
Repentinamente prese il tubo che aveva dietro la schiena, già aperto. Il sorriso rimase impassibile per tutta la durata della breve conversazione.
Per fortuna ero troppo lontano e l’acqua non riuscì a colpirmi.
- HHHHHA! HAAAA! HAAAAA! HAAAA! Come mai non ti avvicini faccia di merda??? - disse credendosi invulnerabile.
A questo punto una semplice "lavata" non sarebbe bastata a ripristinare i ruoli...
Lei mi teneva lontano con il getto dell’acqua che per ora era innocuo. Mi sfilai la pistola di riserva, abbastanza pesante e piccola da attraversare le sbarre del cancello e centrare la sua fronte vuota.
Mi guardava come un serpente "incefalitico" guarda la sua preda e mi diceva:
- Lo vedi com’è lungo sto tubo? Adesso esco e ti fracico, testa di cazzo! -
Presi la pistola, presi la mira e la lanciai verso l’incrocio dei suoi occhi.
La pistola volò attraverso il cancello... Toc!!!!!
Il tubo che impugnava con tanta sicurezza ora giaceva sul pavimento del giardino...
Si stava preparando a un pianto furibondo, avete presente quando prima di urlare vi manca il fiato?
- AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!! MORTACCI TUAAAAAAAAAAAAAAAA! -
Dalla fronte cominciava ad uscire il primo sangue, la ferita era più profonda di quello che speravo, infatti la cicatrice è presente ancora oggi sulla sua fronte inespressiva.
Dopo mezzo secondo di preoccupazione reale, lei cominciò a blaterare...
- Adesso lo dico a mi fratello -
- Ma chi? Er Bove? Sti cazzi! Te sta bene! Hai cominciato tu! -
- No... Adesso joo dico, così te mena! -
Non ricordo bene quello che dissi ma la frase che pronunciai era molto simile a "Ci vediamo all’inferno encefalogramma piatto!".
- Ma che bel quadretto! - disse Lorenzo che si era gustato la scena da lontano.
- Beh, si… è un immagine che rimarrà per sempre impressa nel mio cuore... –
- Vabbè... Annamo che è tutto pronto, mo però se viene er Bove so cazzi! -
- Il gavettone per il Bove è già previsto nel piano c)… Non ho avuto il tempo di dirvelo -
- Porco D## - disse Lorenzo.
Eravamo tutti... Mancava solo la vittima...
- Ciao regà so arrivato!!- annunciò gioiosamente l'agnello sacrificale megacefalo.
- Se ne semo accorti, testa de minkia! - disse Claudio.
- Ok, separamose!!! - disse Simone.
- Ok! -
Tutto il quartiere era immerso nella controra, non c’era nessuno solo noi, il sole e il capoccione deforme di Maurizio che cantava "Back for good".
Guardai il mio orologio, era uno swatch Scuba. Lo usavo sempre durante le guerre d’acqua. Mancavano solo 5 minuti, l’altra squadra si era nascosta nel cortile davanti casa mia, ora era solo questione di portare il topo nella trappola...
Lanciai un'occhiata alle altre persone, come per dire di cominciare la manovra di rientro...
Eravamo silenziosi, complici...
Un sorriso beffardo sotto i baffi ci faceva sopportare "Relight my fire". Eccoci, pochi metri ancora, il battito cardiaco subiva la sua piccola accelerazione calcolata, la nostra attesa febbricitante stava per finire.
Eccolo. E' arrivato nel punto del non ritorno, sei tra noi, il muro. Dall’alto del pianerottolo Alessandro e Giorgio erano pronti con la tinozza da 20 litri e tra le sbarre del mio cancello Ciocca aveva il tubo con la pistola.
-Adesso!! -
Vidi la sua sagoma scomparire tra l’onda anomala generata dall’alto, il getto del tubo stava per arrivare sulla sua faccia da culo, i palloncini avevano traiettorie diverse ma un unico punto d’arrivo.
Una cosa ricordo bene di quel momento... l’odore. Era lo stesso odore che si genera prima di un temporale estivo. Era come aver visto un moscerino sotto al diluvio universale.
Per un secondo pensai: - Vuoi vedere che questo annega in piedi? -
Tentò di reagire, ma Simone lo accarezzava costantemente con il getto del tubo.
- Bastardi!!!!! -
- Bastardi?? -
- Mortacci tua!!! - disse il sardo, che prese le bottiglie e le svuotò sul suo cranio abnorme...
- Mo joo dico a mi padre -
- Sti cazzi! - ripetemmo in coro.
- Anzi, fa 'na cosa... Vattenaffanculo te e Robbi, Marc, Giesone, Auard e quer panzone schifoso de Gheri, che pare l’orso Yoghi. Noi se sentimo i Guns n’ Roses e nun c’è posto per quelli come te che hanno un gusto di merda tale! Anzi già che ce stai, manda affanculo pure tu padre! -
Scelse liberamente di andare via, lasciando pozzanghere ad ogni passo.
- Ok! -
- 'O vedete che quando volemo famo le cose fatte bene?! -
- Si, è vero!! -
- Ammazza che bastardi che semo! -
- Si, porco D##! -
I nostri fucili erano ancora carichi...
- E adesso? - disse Giorgio.
- Brutto cazzone! Se non andavi a casa a vedette "il pranzo è servito" non eri contento? - dissi io.
- E adesso dichiariamo guerra a quelli dei palazzi Navarra! - dissi io caricando a più pompate il Liquidator.
- Siiiiiiiiiiiiiiiii! Porco D##! - disse Zandro.
Erano solo le tre e mezza di un giorno memorabile!!!

Continua...

Francesco

domenica 2 settembre 2007

Premesse...

Per una migliore comprensione della storia indicheremo anche altri personaggi che hanno fatto parte della nostra comitiva o che hanno partecipato ai fatti che di seguito verranno raccontati. Non metteremo il loro nome reale ma solo uno pseudonimo che ne permetta in modo chiaro il riconoscimento (il nostro).

Frosolone (1986-1994), Ombrecia (non ha mai fatto parte dei paletti), Simone (estate 1994-95), Fabio (1993-1996), Menga (1986-1992), l'innominato (n.d.), Scorry (1999-2002), Pomata (1997-2000), Obeso (1999-2000), Gazzetta (1996-1999), Moschellone (sempre presente), Cocco (1997-2001), Colpo grosso (2004-2005), Marc8 (1999-2002), Rondinella (1994-1996), Araldo (n.d.), la lupa (n.d.), Pilone (1900-giorni nostri), la Cia (n.d., attento ti osserva), Arci (1988-1994) ed altri ancora...


Lo staff

sabato 1 settembre 2007

Una storia lunga vent'anni...

Alessandro (Ciccio Beddoso) ex zanna gialla, detto Zandro 'o zingaro... frase celebre: "ho saputo che te piacio, moo dai 'n bacio?"
Alessio (il Sardo) attenzione è molto violento... frase celebre: "è popo 'mbruttito quer firm!" e/o "da paura quer firm!"
Claudio (Claudio) è violento pure lui... frase celebre: "'sti cazzi..."
Roberto (Budda) grande passione per antonietta e motori... ah! Napoli... frase celebre: "amò?"
Antonietta (Antonietta) la grande passione del budda... frase celebre: "amò!"
Cristina (Dodò) la donna del sardo... frase celebre: "guarda che buschi pè!"
Lorenzo (Lollo) stendardo della famiglia Citracca... frase celebre: "Lellaaaaa..."
Federico (Fedejo) grande estimatore del booty italiano, attenzione personalità estremamente eclettica... frase celebre: "Lellaaaaa..."
Stefania (Stefon) detta anche madama internet, la regina della besciamella... frase celebre: "solo tu elfo puoi entrare... (voce fuori campo: "e noi che cazzo famo, Stefà???????") ... (dopo 5 secondi) ... tu e i tuoi amici"
Alessio (Pozz) adam smith rusticano e grande estimatore dei calzoncini, sguardo malinconico da atleta mai emerso... frase celebre: "che dovemo fa?"
Giorgio (Giorgio) ... che dire?... frase celebre: "aoh, 'do state?"
Francesco (Frangè) odia tutti e tutto... stai attento... frase celebre: "io questo nun lo posso vedè... mortacci sua!"
Simone (er Ciocca), degno erede di jerry calà... frase celebre... "ma te la sei bombata?"
Francesca (Fra) la gattara de noantri, la sorella della cugina de claudio... frase celebre: "fondamentalmente..."
Emiliano (Pacio), inventore del "mm
azzzz, 'mo scopi!!!"... frase celebre "mille!"
Alessandra (Francè) la regina di bitonto e delle ulieve... frase celebre "mè, Francè"
Pamela (Pamela), cugina del sardo e nientepopodimenoche la ragazza di Federico... frase celebre: "moreeeeeee..."
Enrico (Birillo), presenza minimale ma concreta, quando c'è lui è sempre festa... frase celebre: "lì no!!! ce stanno i nazi..."
Giordana (Giordanal), la donna di Zandro 'o zingaro... frase celebre: "nun poi capì... cioè, allucinante!"


Lo staff